Bando ambulanti al Barbera: tra legalità e rischio di snaturare il rito collettivo e identitario del prepartita

Il prepartita dei tifosi rosanero si avvia verso una profonda trasformazione. L'amministrazione comunale di Palermo ha deciso di dire addio alla gestione informale degli spazi commerciali alle porte dell'impianto, mettendo un freno al alle bancarelle che per decenni hanno caratterizzato piazza Giovanni Paolo II e le zone limitrofe.

Attraverso un bando pubblico il Comune ha messo a disposizione 27 stalli destinati ai commercianti ambulanti di cibo di strada e merchandising. La selezione, affidata a una commissione dedicata, terrà conto di criteri come l'esperienza maturata e la storicità dell'attività. 

Gli assegnatari dovranno rispettare orari precisi, pagare il canone di occupazione del suolo pubblico e garantire il decoro dell'area, allineandosi alle direttive già adottate per altri grandi eventi della città.

La vera rivoluzione per il piazzale vicino alla rotonda di piazza De Gasperi avverrà però a partire da ottobre. Una volta scaduta la concessione temporanea dei 27 stalli, l'area passerà direttamente nella disponibilità del Palermo FC, in virtù della convenzione stipulata tra il club e il Comune per la gestione delle zone adiacenti al "nuovo Barbera".

I progetti della società rosanero prevedono la realizzazione di un parcheggio interrato sormontato da un'area verde in superficie: un intervento di modernizzazione destinato a ridisegnare radicalmente la vivibilità dell'intera zona.

Se la trasparenza e l'ammodernamento delle infrastrutture sono passi fondamentali per la crescita di una città metropolitana, c'è una riflessione profonda che non può essere ignorata quando si parla di Palermo. Regolamentare è lecito, ma snaturare rischia di essere un errore imperdonabile.

Palermo non è una fredda metropoli del Nord Europa. Palermo è calore umano, è spontaneità, è quell'irripetibile equilibrio tra folklore e passione che trasforma una semplice domenica di calcio in un rito collettivo. La zona food attorno al Barbera non è mai stata soltanto un luogo dove consumare un panino con la milza, con le panelle o la porchetta prima di varcare i cancelli: è stata per generazioni il cuore pulsante dell'aggregazione popolare.

È lì che si stringono e si rafforzano legami, che la solidarietà diventa immediata anche davanti a una birra condivisa, che il padre trasmette al figlio l'entusiasmo della fede rosanero tra i fumi delle griglie e il colore rosanero delle bandiere. 

Imporre una regolamentazione che possa mettere a rischio questa componente festosa e questa calorosa unione significa depotenziare l'esperienza stessa del prepartita. 

Il rischio concreto potrebbe essere quello di sostituire un pezzo di storia viva con un'area sterile e omologata. Sarebbe un vero peccato se per inseguire un modello di ordine, distante dalle nostre radici, si finisse per sacrificare l'anima autentica della città e della sua gente.

Vincenzo Tumminello