Ezio Mauro a Villa Filippina racconta il 1946: in scena “L’addio alla Corona”

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Un Paese uscito dalla guerra, attraversato dalla fame, dalle tensioni sociali e dall’incertezza politica, chiamato a decidere quale volto dare al proprio futuro. È questo il cuore de “L’addio alla Corona”, lo spettacolo con cui Ezio Mauro ripercorre uno dei momenti fondamentali della storia repubblicana italiana.

L’appuntamento è fissato per domenica 13 settembre alle 21.15 a Villa Filippina, a Palermo, nell’ambito della manifestazione “MADRÈA – La cooperazione in festa”, la tre giorni promossa da Legacoop Sicilia con incontri dedicati al confronto tra magistrati, economisti, amministratori, cooperatori, studiosi e giornalisti.

Lo spettacolo arriva nell’anno in cui ricorrono gli ottant’anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. Un passaggio che non segnò soltanto un cambiamento nell’assetto dello Stato, ma aprì una stagione politica e civile completamente nuova.

Il racconto prende le mosse dall’inverno del 1945. Nel Quirinale quasi immerso nell’oscurità si prepara la nascita della nuova Italia, mentre Alcide De Gasperi assume la guida del governo. Fuori dai palazzi istituzionali, però, il quadro è profondamente diverso: le città portano ancora i segni della guerra, il mercato nero alimenta traffici e disuguaglianze e migliaia di persone affrontano ogni giorno la scarsità di beni essenziali.

In questa cornice prende forma una democrazia ancora fragile. Il referendum del 1946 rappresenta anche il primo grande appuntamento nazionale con il suffragio universale, segnato dalla partecipazione femminile al voto e dall’ingresso di milioni di cittadini in una nuova fase della vita pubblica.

Mauro ricostruisce così un’Italia in bilico tra passato e futuro. Da un lato un governo impegnato nella ricostruzione politica e materiale del Paese; dall’altro la monarchia guidata da Umberto II di Savoia, sempre più indebolita e ormai prossima al giudizio delle urne. 

Sullo sfondo si muovono figure centrali della politica italiana come Pietro Nenni e Palmiro Togliatti, mentre nelle strade continuano a pesare povertà, conflitti e violenze.

“L’addio alla Corona” diventa quindi il racconto di una scelta collettiva che avrebbe cambiato definitivamente la storia italiana: la costruzione della Repubblica e l’avvio di una democrazia chiamata, allora come oggi, a misurarsi con le proprie fragilità.

Il biglietto costa 10 euro.

Giuseppe Gargano