Il recente furto di opere d’arte al Museo regionale di Messina riaccende il dibattito sulla sicurezza dei siti culturali siciliani. Il Cobas-Codir ha inviato una nota al presidente della Regione Siciliana proponendo l’applicazione anche ai beni culturali regionali del decreto ministeriale n. 330 del 30 giugno 2016, che stabilisce criteri per l’apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali.
Secondo l’organizzazione sindacale, quanto accaduto al MuMe dovrebbe segnare l’avvio di una nuova fase nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale regionale. Oltre al potenziamento dei sistemi di sicurezza e al miglioramento delle condizioni dei luoghi di lavoro e di fruizione, il sindacato ritiene necessario definire regole chiare per il personale incaricato della vigilanza.
Di seguito riportiamo integralmente la proposta dei Cobas Codir al Presidente della Regione Siciliana:
"Il recentissimo furto di opere d’arte di inestimabile valore, oltre a produrre una immensa ferita nel cuore di tutti noi, non può non aprire una nuova fase nella gestione, tutela, vigilanza e fruizione del patrimonio culturale regionale.
Unitamente a tutta una serie di accorgimenti che si renderanno necessari (potenziamento dei sistemi di sicurezza, climatizzazione dei luoghi di lavoro e fruizione del bene culturale) al fine di scoraggiare fatti delittuosi come quello avvenuto al MuMe, all’interno di questa nuova fase, a parere di chi scrive, non può non trovare posto un quadro di regole chiare e facilmente applicabili per quanti sono materialmente chiamati a salvaguardare il suddetto patrimonio.
Sempre più spesso leggiamo note a firma dei Dirigenti responsabili di Parchi Archeologici e Musei i quali, delegano i cosiddetti “Coordinatori dei Servizi di tutela e vigilanza” a predisporre la programmazione del servizio mensile senza indicare quali postazioni tutelare, vigilare e rendere fruibile, sia che i luoghi della cultura siano aperti al pubblico o chiusi. Ciascun sito culturale, come è noto, possiede caratteristiche diverse dall’altro e, va da sé, che un solo modello di tutela, vigilanza e fruizione non può mai essere applicato omogeneamente.
Un atto amministrativo di riferimento da sviluppare in ciascun sito della cultura potrebbe essere offerto dalle disposizioni previste all’interno del Decreto del Ministero dei Beni culturali n. 330 del 30 giugno 2016 che detta i “Criteri per l’apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali”, decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n. 247 del 21-10-2016).
L’articolo 2 del suddetto Decreto Ministeriale, infatti, si occupa specificamente dei profili di sicurezza e vigilanza delle strutture e stabilisce che, ciascuno dei musei e dei luoghi della cultura dello Stato, devono essere dotati di adeguati sistemi di allarme e sicurezza antincendio, antintrusione e antifurto e di adeguati dispositivi di controllo antiterrorismo.
Il Decreto Ministeriale citato dispone che la vigilanza vada svolta secondo le modalità stabilite da un apposito Piano della sicurezza, il quale va redatto nel rispetto della normativa vigente e in accordo con gli standard dell’International Council of Museums (ICOM), oltre che sulla base dell’allegato tecnico - Istruzioni e parametri per il Piano della sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali -, tra l’alto, richiamato nel medesimo Decreto Ministeriale del 30/6/2016.
Senza in questa fase volere essere esaustivi, secondo le previsioni del Decreto Ministeriale di cui sopra, il Piano comprenderebbe:
– il Piano della sicurezza e dell’emergenza, che, elaborato sulla base dell’analisi dei rischi, individua le misure e le attività volte a garantire la sicurezza dei beni e delle persone presenti nel museo e le azioni da mettere in atto in caso di emergenza. Individuare, inoltre, le responsabilità e i compiti del personale in ordine alle mansioni attribuite, indicando altresì i numeri minimi di unità di personale necessari per garantire l’apertura in sicurezza dei siti culturali;
– il Piano della vigilanza, che individua le responsabilità e i compiti del personale in ordine alle mansioni attribuite, nella custodia, nella sorveglianza, nel controllo e nell’intervento a protezione delle strutture, dei beni e delle persone presenti nel museo o nel luogo della cultura;
– il Piano dell’accoglienza del pubblico, che, elaborato sulla base del Piano della sicurezza e dell’emergenza e del Piano della vigilanza, individua le responsabilità e i compiti del personale in ordine alle mansioni attribuite, nel ricevimento e nell’assistenza del pubblico.
Per quanto sopra, la scrivente Organizzazione Sindacale propone all’On.le Presidente della Regione, laddove lo ritenesse condivisibile, di dettare precisi indirizzi politici al fine di adottare il Decreto del Ministero dei Beni culturali n. 330 del 30 giugno 2016 per una migliore sicurezza, vigilanza, fruizione dei siti culturali regionali.
In ultimo, ma non per ultimo, stante le dichiarazioni del Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali e dell’Identità Siciliana su vari organi di stampa, a seguito delle verifiche effettuate dalla Regione siciliana al MuMe dopo il clamoroso furto delle tavole del pittore Antonello da Messina, circa le “criticità nell’applicazione da parte dei custodi delle procedure previste dai protocolli di sicurezza”, si segnala che la scrivente Organizzazione Sindacale ha invitato il medesimo Dirigente Generale a colmare una lacuna e a trasmettere il regolamento, laddove sono descritte le procedure previste dai protocolli di sicurezza, adottate dal Dipartimento Beni Culturali e dell’Identità SicIliana e comunicate ufficialmente a tutto il personale preposto in servizio presso tutti i siti della cultura di proprietà della Regione Siciliana. Duole rappresentare che, a tutt’oggi, il suddetto invito non è stato accolto".
La Segreteria Regionale
Michele D'Amico - Simone Romano