C'erano oltre 15 mila persone ieri sera sulle gradinate del Renzo Barbera, molte le famiglie e i bambini accorsi per l’addio al calcio giocato dell'ex numero 10 rosanero.
L'evento "The Last Match" è stato molto di più di un’esibizione/cerimonia sportiva, è stata la chiara e definitiva dimostrazione di come la città abbia compreso e condiviso il percorso di crescita e riscatto di Miccoli.
Il messaggio più significativo della serata è arrivato direttamente dalla Curva Nord 12, con i tifosi che non hanno mai smesso di sostenere il loro unico capitano e che hanno srotolato uno striscione emblematico: “Onore al campione che sei stato, onore all’uomo che sei diventato”. Parole che assumono un peso ancora maggiore se rilette alla luce dei complessi problemi giudiziari del passato, rispetto ai quali l'ex attaccante ha saputo fare i conti chiedendo perdono per i propri sbagli e intraprendendo una strada di riabilitazione umana riconosciuta oggi da tutti.
Un altro momento toccante della serata è stato il ricordo dedicato al grande Totò Schillaci, accompagnato dal lungo e commosso abbraccio di tutto lo stadio.
La gara tra le vecchie glorie guidate da Davide Ballardini (tra cui Filippo Inzaghi, Amauri, Josip Ilicic, Fabio Simplicio, Fabio Liverani, Giulio Migliaccio, Federico Balzaretti, Mattia Cassani, Cesare Bovo, Moris Carrozzieri, Dorin Goian, Salvatore Sirigu, Nuno Gomes, Valeri Bojinov, Radja Nainggolan e Diego Maradona Junior) e la Nazionale Artisti TV ha permesso anche di raccogliere 20.000 euro devoluti alla Fondazione Falcone per realizzare un campo polivalente al quartiere Kalsa.
Prima del fischio d'inizio Miccoli ha letto il suo discorso al pubblico che merita di essere riportato integralmente:
“Quella che stiamo per giocare non è una partita come le altre: è l’ultimo ballo, il fischio finale di un viaggio che resterà per sempre inciso nella mia pelle e, soprattutto, nella mia anima. Palermo non è stata una tappa della mia carriera. Palermo è stata casa, fuoco, passione pura. Indossare questa maglia, lottare su ogni pallone e sentire il vostro calore è stato il privilegio più grande della mia vita calcistica. Insieme abbiamo gioito, sofferto, sognato. Ogni volta che ho esultato sotto la Curva Nord ho sentito di appartenere a qualcosa di unico. Voi avete reso ogni sacrificio più leggero e ogni momento difficile più facile da affrontare. Ci sono stati anche anni bui, quando la mia vicenda giudiziaria ha segnato profondamente la mia vita. A chi mi è stato vicino dico grazie dal profondo del cuore. E grazie anche a chi si è sentito deluso da me: capisco le vostre ferite, le comprendo e le rispetto. Questa sera voglio avere accanto le persone che hanno condiviso ogni parte del mio viaggio. La mia famiglia, Flaviana, Swami e Diego, che mi sono sempre stati accanto. E i miei compagni, i miei amici, quelli con cui ho condiviso campo, spogliatoio e momenti che porterò per sempre dentro di me. Grazie per ogni coro, ogni abbraccio, ogni volta che mi avete fatto sentire uno di voi. E sono felice che questa serata non sia soltanto una festa per me, ma possa lasciare qualcosa anche agli altri, attraverso il sostegno alla Fondazione Falcone. Continuerò a tifare Palermo, sempre, con lo stesso battito nel cuore. Perché Palermo non è stata soltanto una squadra. Palermo è una parte di me. E lo sarà per sempre. Vi voglio bene. Per sempre vostro, Fabrizio.”
Adesso i tifosi palermitani che non potranno seguire la squadra nelle due prossime trasferte dovranno attendere fino al 25 ottobre per ritornare in Curva. Non sarà per nulla facile aspettare tutto questo tempo, perché per i veri tifosi del Palermo la magia del Barbera crea una vera e propria dipendenza.
Vincenzo Tumminello