Giornata di mobilitazione anche a Palermo, dove venerdì 30 ottobre lavoratori e studenti si ritroveranno in piazza per partecipare allo sciopero generale promosso dall’Unione sindacale di base (Usb). Il concentramento è previsto alle ore 9 in piazza Castelnuovo, davanti al Teatro Politeama, punto di ritrovo della manifestazione alla quale hanno aderito anche le organizzazioni sindacali Cobas e Cub.
Al centro della protesta ci sono le condizioni economiche dei lavoratori, la progressiva perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e l'aumento del costo della vita. I sindacati chiedono interventi concreti sul fronte salariale e contestano le scelte economiche del governo, con particolare riferimento alle risorse destinate alle spese militari.
La mobilitazione interesserà diversi comparti, tra cui istruzione, sanità e pubblica amministrazione, con possibili ripercussioni sul regolare svolgimento delle attività e sull'erogazione dei servizi.
La protesta palermitana si colloca all'interno di una più ampia iniziativa sindacale che, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, assumerà una più ampia dimensione. Nella stessa giornata è infatti prevista una mobilitazione dei lavoratori portuali, accomunati dalla contrarietà alle politiche di riarmo, ai conflitti armati e al trasporto di materiale bellico.
Come hanno detto Barbara Evola e Ramon La Torre, consegretari di Rifondazione Comunista Palermo, “di fronte al grave peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari, la Federazione di Palermo del Partito della Rifondazione Comunista domani in piazza Politeama alle ore 9 al fianco dei sindacati di base, degli studenti e delle studentesse contro le politiche del governo Meloni responsabili del peggioramento diffuso delle condizioni di vita delle classi medie e popolari e contro la militarizzazione delle scuole”.
L'appuntamento nel capoluogo siciliano punta così a riunire rivendicazioni economiche e istanze pacifiste, coinvolgendo lavoratori di differenti categorie e giovani studenti.
Una manifestazione che intende richiamare l'attenzione sulle difficoltà economiche delle famiglie e sulle priorità della spesa pubblica, chiedendo maggiori investimenti nei salari e nei servizi essenziali.