Il sistema scolastico statale si trova ad affrontare una nuova stagione di ridimensionamenti.
Secondo quanto stabilito dal disegno di legge di bilancio per il 2027, con il testo inviato alla Camera per l'avvio dell'iter parlamentare, il Governo ha disposto un taglio di 6.974 posti, suddivisi tra 4.925 docenti e 2.049 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), con decorrenza da settembre 2027.
Questo intervento prosegue una traiettoria già tracciata dalle precedenti manovre finanziarie: sommando questi tagli alle riduzioni introdotte per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, l'impatto complessivo sull'organico scolastico sfiorerà i 15.000 posti in meno nell'arco di un triennio. Una scelta da cui l'esecutivo conta di ricavare risparmi per 83,9 milioni di euro già nel 2027, destinati a salire a 251,7 milioni di euro annui a partire dal 2028. Tale riassestamento contabile tocca anche il settore dell'infanzia, dove la redistribuzione dei fondi per i Comuni dedicati agli asili nido terrà conto del calo delle nascite, riallocando le risorse in eccesso.
Questo riassetto della spesa pubblica nella scuola statale si inserisce in un quadro di interventi che vede, al contrario, un progressivo rafforzamento del sostegno agli istituti privati paritari. Oltre al consolidamento dei finanziamenti diretti erogati alle paritarie nel corso della legislatura, la manovra prevede la proroga per il 2027 del contributo economico fino a 1.500 euro ad alunno per l'iscrizione alle scuole secondarie di primo grado e al primo biennio delle secondarie di secondo grado, con uno stanziamento dedicato di 20 milioni di euro.
Di fronte a un malessere così profondo e diffuso tra le famiglie e lavoratori del settore, emergono forti dubbi sul fronte della rappresentanza democratica: ai cittadini appare evidente come all'ampia denuncia sociale, alle manifestazioni di piazza, alle scuole in autogestione o occupate dagli studenti non corrisponda un'azione incisiva da parte delle forze di opposizione politica. Il contrasto alle scelte di governo sembra infatti rimanere confinato nell'alveo della pura testimonianza, esaurendosi in un susseguirsi di interviste e comunicati stampa. Una passerella formale, insomma, che lascia la scuola pubblica a fare i conti da sola con i propri tagli.
Vncenzo Tumminello