Centrosinistra, intesa su programma e primarie: Schlein e Conte trovano l’accordo

Vertice di oltre tre ore tra i leader delle opposizioni. Definita la tabella di marcia per costruire l’alternativa al governo Meloni: programma entro novembre, manifestazione nazionale a dicembre e primarie entro febbraio. Ancora aperte le questioni legate all’Ucraina e alla presenza di Italia Viva.

Il centrosinistra prova a mettere da parte le divisioni e ad accelerare sulla costruzione di un'alleanza in vista delle prossime sfide elettorali. Dopo oltre tre ore di confronto in videoconferenza, i principali esponenti dello schieramento progressista hanno raggiunto un'intesa sui passaggi politici e organizzativi che dovranno accompagnare la nascita di una proposta comune. 

Un risultato che segna un avanzamento nei rapporti tra le opposizioni, pur lasciando irrisolte alcune questioni potenzialmente decisive per la tenuta della coalizione.

Al vertice hanno partecipato la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e i leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Al termine della riunione, dalle diverse forze politiche sono arrivati segnali di soddisfazione, con valutazioni positive sul clima del confronto e sulla disponibilità reciproca a individuare una strategia condivisa.

Il primo risultato concreto riguarda il calendario delle prossime iniziative. L'obiettivo è arrivare entro novembre alla definizione di una piattaforma programmatica comune, mentre entro dicembre dovranno essere concordate le modalità di svolgimento delle primarie per la scelta della leadership. 

La consultazione è prevista entro febbraio, secondo una tempistica particolarmente sostenuta da Giuseppe Conte e già presa in considerazione anche dai vertici democratici.

A occuparsi della stesura del programma saranno alcuni rappresentanti incaricati dalle forze politiche, chiamati a lavorare direttamente su documenti e proposte.

Su numerosi temi le posizioni risultano già sufficientemente vicine. Rimane tuttavia una divergenza di rilievo sulla prosecuzione degli aiuti militari all'Ucraina, questione sulla quale i leader dovranno individuare una soluzione politicamente sostenibile per tutte le componenti dell'alleanza.

Il percorso unitario passerà anche attraverso una manifestazione pubblica contro le politiche dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. L'appuntamento dovrebbe svolgersi a dicembre, con sabato 12 indicato tra le date possibili.

L'iniziativa rappresenterebbe il primo importante banco di prova della ritrovata collaborazione tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. L'intenzione è trasferire nelle piazze il confronto politico avviato tra i vertici, dando visibilità a un fronte comune di opposizione.

Primarie aperte, ma la partecipazione di Renzi divide ancora gli alleati

Se sul calendario è stata raggiunta una convergenza, la composizione della futura coalizione continua invece a suscitare tensioni. Il principale elemento di contrasto riguarda Matteo Renzi e il ruolo che Italia Viva potrebbe assumere nel progetto progressista.

Conte mantiene una posizione critica nei confronti dell'ex presidente del Consiglio. 

Il problema, dunque, non riguarda soltanto gli equilibri tra i partiti, ma anche la capacità della coalizione di mobilitare elettori provenienti da esperienze politiche differenti. I pentastellati continuano ad attendere una posizione esplicita di Schlein sul coinvolgimento del leader di Italia Viva.

Un ulteriore passaggio riguarda l'allargamento del confronto alle altre componenti dell'opposizione. Il criterio individuato prevede infatti la partecipazione delle formazioni che dispongono di una rappresentanza parlamentare.

Resta inoltre da stabilire quale sarà l'effettiva platea delle primarie. L'ipotesi di una competizione non circoscritta ai soli Schlein e Conte sembra ormai acquisire consistenza, ma le regole definitive dovranno essere concordate nelle prossime settimane.

Il confronto tra i leader consegna al centrosinistra una prospettiva più definita rispetto alle settimane precedenti, segnate da tensioni e dichiarazioni contrastanti. La scelta di fissare scadenze comuni rappresenta un tentativo di trasformare il dialogo tra le opposizioni in un progetto politico organizzato.

L'intesa raggiunta, però, non equivale ancora alla nascita di una coalizione senza contraddizioni. Le differenze sulla politica estera, la scelta dei candidati e soprattutto il rapporto con Renzi potrebbero riaprire il confronto.

Per il momento prevale la volontà di procedere insieme.